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Regolamento per la gestione delle Risorse Umane: cos'è e come adattarlo alle esigenze della parità di genere Ogni realtà aziendale si dota oggi di procedure e prassi virtuose che mirano alla regolamentazione interna dell'attività lavorativa. Accanto al regolamento aziendale, la cui funzione è quella di impartire regole aziendali chiare e precise che spaziano dai diritti del personale agli standard di comportamento richiesti nei luoghi di lavoro, si colloca il Regolamento per la gestione delle Risorse Umane, che definisce i principi e le regole per la gestione del personale. Questo viene adottato al fine di ottimizzare, migliorare e sistematizzare tutte le disposizioni e le comunicazioni riferibili al personale, con particolare riferimento ai processi di selezione, assunzione, formazione, misurazione e valutazione della performance, nonché alle politiche in materia di progressione di carriera e di incrementi retributivi. Considerato il crescente interesse verso politiche più inclusive e sensibili, che richiedono, quale manifesto aziendale, quella che può essere chiamata "l'umanizzazione" della forza lavoro, l'azienda non può dunque prescindere dalla stesura di un regolamento per la gestione delle risorse umane che pienamente recepisca queste istanze. L'adozione di un documento che sottolinei i nuovi valori aziendali quali, tra gli altri, l'abbattimento delle differenze di genere, non configura meri vantaggi in termini di miglioramento della reputazione aziendale e attrattività nei confronti del mercato del lavoro, ma permette, altresì, di creare un terreno fertile per la costruzione dei KPI volti all'ottenimento della certificazione per la parità di genere. L'UNI PdR 125:2022 richiede, infatti, assieme agli altri obiettivi, la predisposizione di politiche di HR - human resources - che rappresentino il più possibile i fini sanciti dalla stessa certificazione e siano capaci di dimostrare l'impegno dell'azienda verso la piena uguaglianza di genere. La domanda che ci si pone, quindi, è come redigere un regolamento che tenga conto di queste esigenze. Ebbene, il punto di partenza può essere sicuramente rappresentato dall'articolo introduttivo del regolamento, da strutturare in modo tale che possa contenere tutti i principi cardine in tema di parità di genere, quali le pari opportunità di accesso al lavoro, la valorizzazione dell'esperienza professionale, l'equità e la trasparenza nella gestione del personale. Successivamente, dovranno essere inserite previsioni specifiche, riferibili alle singole attività di HR: ad esempio, in tema di regole previste per i processi di assunzione e di selezione, l'azienda può inserire il proprio impegno nella gestione e nello sviluppo delle risorse umane a favore dell'inclusione, della parità di genere e dell'integrazione e quindi, ad esempio, sottolineare la presenza di meccanismi di on-boarding neutrali e di annunci di lavoro compatibili con un linguaggio inclusivo. Ancora, possono essere inserite statuizioni circa la presenza di politiche in grado di garantire la partecipazione equa e paritaria a percorsi di formazione e valorizzazione, inclusi i corsi sulla leadership. Un efficace Regolamento per la gestione delle Risorse Umane rappresenta senz'altro - oltre che un ottimo punto di partenza dal quale iniziare il percorso volto all'ottenimento della certificazione sulla parità di genere - un modo immediatamente operativo per rendere l'azienda attrattiva, accogliendo le istanze, sempre più urgenti, dell'inclusione e della parità. Copyright Leexè 2026 | riproduzione riservata |
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